Pensione per gatti: perché la sconsiglio?

Pubblicato il 30 giugno 2023 alle ore 15:25

Dovete sapere, che da amante dei gatti nonchè proprietaria, sono sempre stata contraria alle pensioni. Piuttosto che portare uno dei miei gatti in pensione, avrei rinunciato alle vacanze.
E’ da qui che nasce il mio lavoro. Io in primis avrei sempre desiderato avere una persona di fiducia che si occupasse dei miei gatti in mia assenza, esattamente come avrei fatto io.
Successivamente studiando il mondo felino ho appreso che il gatto ha due punti di riferimento: il territorio, ed il padrone.
Quando voi vi assentate da casa, ma lasciate i mici nelle mani di una cat sitter, lasciate al micio uno dei suoi punti di riferimento, ossia il territorio, dove lui è tranquillo, dove ci sono tutte le sue risorse, tutti i suoi confort, tutti i suoi odori e quant’altro.
Quando portate un gatto in pensione, ahimè gli togliete tutti e due i suoi punti di rifermento.
Per il gatto questo è fonte di stress, anche perché, io dico sempre: voi lo sapete che il gatto tornerà a casa, ma lui non lo sa, e oltre a non avere i suoi punti di riferimento, si sentirà anche abbandonato, non sapendo cosa ne sarà di lui…
Le pensioni per gatti si stanno sempre più diffondendo su tutto il territorio e molte strutture sono ben organizzate con tutti i comfort (questo per lo più nelle grandi città) ma non sono sempre adatte ai felini domestici, perché i gatti sono territoriali, hanno un carattere diffidente, timoroso e spesso sono poco socievoli con i loro simili. Semplicemente, molti gatti non amano la compagnia di altri gatti.
Per questi motivi io sconsiglio di scegliere le pensioni, e non lo dico da cat sitter, ma lo dico da proprietaria di mici, come dicevo proprio nelle prime righe, l’ho sempre sostenuto ancora da prima di diventare cat sitter, e chi mi conosce lo sa.

(immagine presa dal web)

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